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| P.I.F. Posti di ispezione frontalieri attività dei PIF nel 2001 |
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Il Ministro della Salute, Dipartimento Alimenti Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria, ha pubblicato, inviandone copia fra gli altri anche a questa Associazione, la relazione sull’attività dei P.I.F. nell’anno 2001. Come è noto i Posti di Ispezione Frontaliera (P.I.F.) sono Uffici veterinari periferici del Ministero della Salute riconosciuti ed abilitati, secondo procedure comunitarie, ad effettuare i controlli veterinari su animali vivi e prodotti di origine animale provenienti da Paesi terzi e destinati al mercato comunitario o in transito verso altri Paesi terzi con le modalità di cui alle direttive n. 97/78/CE e n. 91/496/CEE recepite rispettivamente con decreto legislativo 25 febbraio 2000, n°80 e decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 93. Al 31 dicembre 2001 risultano essere abilitati ai controlli 38 P.I.F. di cui 26 sono sede di Ufficio veterinario principale e 12 sono sedi dipendenti(vedasi cartina). Nel 2001 sono state importate 83.210 partite di animali e di prodotti di origine animale (o.a.) da oltre 100 Paesi terzi con un decremento del 1,5% rispetto all’anno precedente.
CONTROLLI SULLE IMPORTAZIONI Il controllo cartolare e di identità è previsto a carattere sistematico in caso di importazione nell’UE. Pertanto, l’osservazione di valori riferiti a questi controlli inferiori al 100% può essere dovuta a partite introdotte nel territorio comunitario in regimi diversi dall’importazione quali transito diretto, trasbordo, ecc., Il controllo fisico/materiale sulle partite introdotte risulta variare tra il 33,2 ed il 100%. Il controllo di laboratorio sulle partite sottoposte a controllo materiale raggiunge un picco massimo del 91,3% sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano e del 50% sui prodotti di origine animale non destinati al consumo umano. La decisione della Commissione n. 94/360/CE del 20/5/1994 che prevede una riduzione dei controlli materiali sui prodotti di origine animale provenienti da Paesi terzi oggetto di armonizzazione comunitaria completa (come carni fresche, carni di pollame, carni di selvaggina allevata o cacciata, prodotti a base di carne, latte e prodotti a base di latte, pelli, lana, ecc.), sembrerebbe avere ancora un’applicazione parziale, nonostante ciò sia già stato evidenziato nelle relazioni relative all’attività P.I.F. del 2000, 1999 e 1998. Ai sensi di tale decisione, infatti, le percentuali di controllo materiale possono variare da un massimo del 50% per alcuni prodotti destinati al consumo umano (carni di pollame, latte, miele, ecc.) fino ad un minimo del 1% per alcuni prodotti non destinati al consumo umano (sperma, lane, setole, ecc.) sempre che ci sia completa armonizzazione del prodotto stesso e che non sussistano motivi speciali di attenzione. Nel caso di alimenti di origine animale destinati al consumo umano quali ad esempio i prodotti della pesca e molluschi bivalvi, le percentuali elevate di controlli trovano giustificazione nella non completa armonizzazione del settore (decisioni della Commissione 97/296/CE e 97/20/CE). Quando ritenuto opportuno dai veterinari ispettori, oppure in osservanza di specifiche istruzioni ministeriali o comunitarie, il controllo fisico o materiale viene integrato da un controllo di laboratorio. In totale nel 2001 sono stati effettuati controlli di laboratorio su 3.563 partite. Si deve notare che la media percentuale del controllo di laboratorio su tutte le merci sottoposte a controllo fisico è stata pari al 6,6%, percentuale inferiore a quella riscontrata nel 2000 (6,8%). Il controllo di laboratorio è avvenuto in media, per le partite di animali vivi importati, sul 9% del totale delle partite controllate, con punte massime del 73,2% sulle partite di pesci ornamentali (controlli sistematici per la ricerca di Salmonella e Vibrio cholerae) e del 35,7% sulle partite di altri uccelli. Per i prodotti della pesca e dell’acquacoltura, dove il controllo di laboratorio è in media del 10,1% si raggiungono punte del 66,7% su altri invertebrati acquatici destinati al consumo umano. Grazie all’adozione per il 2001 dei nuovi certificati sanitari di cui alla Decisione 2001/67/CE del 23 gennaio 2001 (pubblicata su G.U. C.E. n° L 22 del 24 gennaio 2001) della Commissione, che permettono la distinzione tra prodotti della pesca catturati e prodotti dell’acquacoltura, sarà forse possibile in futuro condurre un monitoraggio sui residui di farmaci più mirato ed efficace.
ESITO DEI CONTROLLI/RESPINGIMENTI A seguito dei controlli veterinari sulle merci provenienti da Paesi terzi, le merci possono essere: importate in libera pratica nell’Unione Europea (UE), introdotte nell’UE sotto controllo doganale, respinte al di fuori del territorio dell'Unione Europea, distrutte o trasformate ai sensi del decreto legislativo 14/12/1992, n°508.
CONTROLLI DI LABORATORIO
CONSIDERAZIONI FINALI I 38 P.I.F. italiani svolgono, assieme ai 249 P.I.F. localizzati negli altri 14 Paesi membri dell’Unione Europea, un’importante azione di controllo sulle partite di animali e di prodotti di origine animale importate nell’Unione Europea dai Paesi terzi. Si tratta di una fondamentale azione di verifica delle garanzie sanitarie fornite dal paese esportatore per ogni singola partita di merce diretta all'Unione Europea. L’azione di controllo dei P.I.F. è parte rilevante delle garanzie sanitarie, comunitarie (per i prodotti armonizzati) o nazionali (per i prodotti non
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