Martedì 07 Settembre 2010

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Uffici Veterinari per gli adempimenti comunitari (U.V.A.C.) PDF Stampa E-mail


Gli Uffici Veterinari per gli Adempimenti degli obblighi Comunitari (U.V.A.C.) sono uffici periferici del Ministero della Salute istituiti con il decreto legislativo 30 dicembre 1993, n. 27, recante attuazione della direttiva 89/608/CEE relativa alla mutua assistenza tra autorità amministrative per assicurare la corretta applicazione della legislazione veterinaria e zootecnica. Nati a seguito dell’abolizione dei controlli alle frontiere fra i Paesi membri della Comunità Europea, conseguente all’attuazione del Mercato Unico, essi mantengono al livello statale la responsabilità dei controlli a destino sulle merci di provenienza comunitaria
Documento senza titolo Le funzioni ed i compiti degli U.V.A.C. sono stati determinati con decreto del Ministro della sanità del 18 febbraio 1993. Ciascuno dei 17 U.V.A.C. (vedasi cartina) ha una competenza territoriale che copre generalmente il territorio di una Regione e, in taluni casi, di due Regioni.
I compiti prioritari degli U.V.A.C. in riferimento alle merci (animali e prodotti di origine animale) di provenienza dagli altri Paesi della Comunità europea sono costituiti da:
a) determinazione, su indicazioni generali o particolari della Direzione Generale della Sanità Pubblica Veterinaria Alimenti e Nutrizione, delle percentuali di controllo in funzione del tipo di merce e della provenienza;
b) applicazione, in coordinamento con i Servizi Veterinari delle Regioni e delle Aziende Sanitarie Locali (A.S.L.), dei provvedimenti restrittivi emanati dal Ministero della Salute;
c) coordinamento e verifica dell’uniformità, in collaborazione con le Regioni, delle attività di controllo effettuate dai servizi veterinari delle AA.SS.LL.;
d) gestione dei flussi informativi relativi alle merci oggetto di scambio intracomunitario;
e) consulenza tecnico-legislativa anche in caso di contenzioso comunitario.
Per far fronte ai compiti sopra elencati è di fondamentale importanza conoscere il flusso delle merci provenienti dagli altri Paesi della Comunità. A tal fine sono previsti due strumenti di informazione che in parte si sovrappongono e si integrano.
Il primo di questi strumenti, introdotto dal legislatore nazionale con il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, consiste nell’aver imposto ai destinatari delle partite di animali e prodotti di origine animale provenienti da un altro Stato membro l’obbligo di segnalare, con almeno un giorno di anticipo, l’arrivo delle merci all’U.V.A.C. ed al Servizio Veterinario dell’A.S.L. competenti per territorio. Per rendere più efficace tale meccanismo di prenotifica si è previsto anche che gli operatori debbano essere registrati presso gli U.V.A.C e, in taluni casi, abbiano stretto apposita convenzione con gli stessi uffici.
Il secondo strumento, relativo originariamente solo al settore degli animali (sistema ANIMO - ANImal MOvement) e poi esteso ad alcune tipologie di prodotti di o.a. (es. farine animali) di origine comunitaria, consiste nell’obbligo di trasmissione (il giorno stesso dell'emissione del certificato sanitario), da parte dell’Unità Veterinaria Locale del Paese membro speditore all’autorità sanitaria del Paese ricevente (Servizio Veterinario A.S.L. e Ministero della Salute per quanto riguarda l’Italia), di un messaggio con cui vengono segnalati i dati più rilevanti della partita spedita.
 
FLUSSI DI MERCI
 
Nel corso dell’anno 2001 risultano essere state segnalate, tramite prenotifica, 577.032 partite di merci (-3,1% rispetto l’anno 2000) che rappresentano un volume sette volte superiore a quello delle partite importate dai Paesi Terzi.
Il 30,6% delle partite è rappresentato da prodotti della pesca (176.813 partite), il 28% da carni (161.526 partite), il 27,6% da latte, derivati e altri prodotti di origine animale (o.a.) destinati al consumo umano (158.992 partite), il 7,6% da animali vivi (43.710 partite) ed il 6,2% da altri prodotti di o.a. non destinati al consumo umano (35.991 partite).
Le 176.183 partite di prodotti della pesca prenotificate (pari a quasi 369.163 tonnellate di merce) sono circa il 4,3%in più rispetto a quelle dell’anno precedente. Esse sono costituite soprattutto da teleostei (101.775 t.), pesce preparato (168.252 t.), molluschi (44.594 t.) e altri prodotti della pesca (27.066 t.).
Rispetto all’anno 2000 si registra, come già evidenziato in precedenza, un calo complessivo del numero di partite prenotificate (-3,1%). Analizzando in dettaglio i dati a disposizione, a fronte di un decremento per quel che riguarda il gruppo delle carni, in particolare quelle bovine, penalizzato dalla crisi BSE, si registra un aumento delle partite dei prodotti della pesca (+128,8%) e del pesce preparato (+71,4%).
Il maggiore partner commerciale continua ad essere la Francia con 145.062 partite (25,1%), seguito dalla Germania con 138.375 partite (24%), dall'Olanda con 74.377 partite (12,9%) e dalla Danimarca con 54.644 partite (9,5%).
Seguono Austria (39.478 partite), Spagna (37.516 partite), Grecia (27.392 partite), Gran Bretagna (27.505 partite) e Belgio (20.538 partite) con percentuali attorno al 3-6 %.
CONTROLLI

Nella logica del mercato unico comunitario le direttive di base (direttive del Consiglio n. 89/662/CEE e n. 90/425/CEE recepite nell’ordinamento nazionale con decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28) prevedono che i controlli veterinari sugli animali e sui prodotti di o.a. siano effettuati nel luogo di origine. Anche se il sistema si fonda sulla fiducia nelle garanzie fornite dal Paese speditore, le direttive consentono l’effettuazione di controlli, per sondaggio e con carattere non discriminatorio, nel Paese di destinazione. A questi controlli routinari si aggiungono inoltre quelli che possono derivare dall’applicazione di misure di salvaguardia a tutela della salute pubblica o della salute animale.
I controlli vengono in generale effettuati dal personale veterinario delle AA.SS.LL. sotto le direttive degli U.V.A.C. che spesso operano d’intesa con gli Assessorati alla sanità delle Regioni e Province autonome. Oltre ai controlli disposti dagli U.V.A.C. possono essere disposti controlli autonomamente dalle Regioni o dalle AA.SS.LL.
Nell’anno 2001 sono state sottoposte a controlli documentali e fisici n. 8.468 partite pari al 1,5% circa delle partite introdotte dai Paesi comunitari. La percentuale dei controlli documentali e fisici varia a seconda della tipologia di merce raggiungendo i livelli più elevati sugli animali vivi: bovini (7,57%), suini (6,46%) ed ovi-caprini (5,61%). Le percentuali di controllo sono piuttosto alte anche su budella, vesciche, cagli (5,11%), sugli avanzi animali (5%) e sui molluschi (3,58%). Per tutte le altre tipologie di merci la percentuale di controllo è inferiore al 3% delle partite segnalate.
La percentuale complessiva dei controlli, pari all’1,5%, ha avuto un leggero decremento rispetto all’anno 2000 (1,9%).
Laddove i controlli documentali e fisici ne suggeriscono l'opportunità, oppure in applicazione di specifiche indicazioni di controllo stabilite dalla Direzione Generale, vengono effettuati controlli di laboratorio, che nel 2001 sono stati 3.920 su 8468 partite di merci sottoposte a controlli documentali e fisici (pari a 46,29%) con una leggera flessione rispetto all’anno 2000 (48,77%). (Vedasi tabella n.1)
 
TABELLA 1
 

RESPINGIMENTI

Ai sensi di quanto previsto dalle citate direttive n. 89/662/CEE e n. 90/425/CEE, nel caso di riscontro su una partita, durante un controllo effettuato nel luogo di destinazione o durante il trasporto, di una zoonosi o malattia degli animali o di altre cause suscettibili di costituire grave rischio per la salute dell’uomo o degli animali, è prevista la distruzione della partita o, in taluni casi e ove possibile, il suo respingimento al Paese speditore previa acquisizione del nulla osta delle Autorità competenti.
Complessivamente le partite oggetto di respingimento sono state 131 su un totale di 577.032 partite prenotificate (0,02%). Se si considerano solo le 8.468 partite controllate, la percentuale di respingimento risulta del 1,55%, superiore a quella dello scorso anno (1,05%). Si tratta di una percentuale di respingimento molto bassa che evidenzia come le merci oggetto di scambio intracomunitario abbiano un alto livello di conformità alla normativa sanitaria. Tuttavia va rilevato che tale situazione non consente di abbassare la guardia perché si tratta in genere di irregolarità di una certa gravità che, come detto, non hanno potuto essere sanate a livello amministrativo mediante una regolarizzazione dei certificati o dei documenti commerciali.
I respingimenti hanno riguardato in particolare il pesce preparato (28 partite), le carni suine (27 partite), i crostacei (14 partite) (Vedasi Tabella 1).
In base alla tipologia i respingimenti sono risultati per il 17,6% di origine cartolare (assenza o gravi irregolarità nei certificati sanitari), per il 36,6% dovuti a non corrispondenza dal punto di vista fisico tra merce e documenti di accompagnamento e per il 45,8% conseguenti ad irregolarità riscontrate a livello di laboratorio. A seguito di ogni respingimento le 5 partite di merci della stessa tipologia e provenienza vengono sottoposte ad un controllo sistematico e si torna alla normalità solo quando tali controlli risultano favorevoli.
I respingimenti conseguenti ad irregolarità riscontrate a livello di laboratorio (60) sono illustrati nella tabella n.2

 

CONCLUSIONI

Nel 2001 gli U.V.A.C. hanno svolto una preziosa opera di coordinamento dell’attività di controllo veterinario sulle partite di animali e prodotti di origine animale provenienti dagli altri Stati membri della Comunità europea.

La precisa conoscenza da parte degli U.V.A.C. del flusso delle merci, grazie ai due strumenti di informazione esistenti (obbligo di prenotifica dell'arrivo delle merci da parte dell'importatore e obbligo di trasmissione da parte dell'autorità sanitaria del Paese speditore delle informazioni più rilevanti sulle partite in spedizione di competenza del sistema ANIMO), ha ulteriormente dimostrato la sua importanza in occasione della grave crisi B.S.E. protrattasi per quasi tutto l’arco del 2001, durante la quale si è reso necessario rintracciare diverse partite di bovini provenienti dalla Francia.

Quanto sopra evidenziato, come per i P.I.F., bisogna essere grati al personale impiegato negli UVAC, che ha svolto con professionalità e diligenza il compito di tutelare la salute pubblica.

 

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